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WALTER Romani nasce nel maggio del 1950, in pieno anno santo, ai margini della Diaccia Botrona (GR). Nei primi anni ‘70 si trasferisce a Firenze e si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel 1977, quasi conclusi gli studi, abbandona l’università e la “testa” per passare alle ... mani.

Il suo interesse artistico lo spinge infatti a creare manualmente pezzi con vari materiali, ma si concentra soprattutto sui gioielli che saranno i primi abbozzi del suo lavoro futuro. Nel 1980 nasce una piccola bottega dal nome Gatto Bianco dove Walter inizia anche una collaborazione con la moglie Carla Tettucci.

Qui la ricerca diventa velocissima: ogni lavoro fatto è una scoperta che va verso un’evoluzione continua. La fine del 1984 segna una svolta: Carla e Walter espongono i loro gioielli, di forte innovazione e ricerca, a Milano, nella galleria Arte Centro e nel 1985 i due artisti aprono un atelier di “gioielli contemporanei” sempre in Borgo SS. Apostoli, mantenendo il nome Gatto Bianco, dove DA ALLORA continuano a lavorare ed esporre le loro creazioni. Dalla metà degli anni ‘90 Walter inizia un percorso parallelo al gioiello, che lo porta a privilegiare tutto ciò che gli rappresenta anche una forma di riciclo: vecchi legni, porte, ferri, materiali del suo lavoro come i mattoni refrattari... e poi lavora di materia e “imbratta”, dando corpo a stati d’animo, parabole, metafore.

È in questi impeti di surrenalismo che scopre la materiacartone usata in un primo momento per proteggere i pavimenti e le pareti di casa da schizzi e sversamenti di colore.Inizialmente l’approccio è timido, forse incredulo. Walter tratta il cartone solo come superficie ma ben presto l’ASTRAPPISMO prende il sopravvento e nascono lavori dove il martirio della superficie e lo strappo gli evidenziano una sorta di similitudine del cartone con la struttura umana: si toglie la pelle di rivestimento per scoprire una forma di tessuto connettivo sottocutaneo e si arriva alle ossa, la struttura ondulata portante. Lo strappare... anche al macero dà infine quel senso “civico” sempre perseguito nella vita.

Dalla fine degli anni ‘90 al 2004 lavora in modo instancabile e nel giugno dello stesso anno, presso Villa Vogel a Firenze, propone una mostra antologica dal titolo “AGILE”. Il poeta Mario Luzi e la psicologa esperta e scrittrice d’arte, Alida Cresti, ne presentano il catalogo fatto di cartone. È da allora, senza mai disdegnare ogni materia suggerente, che il cartone diventa per Walter elemento primario della sua ricerca scoprendone via via aspetti nuovi. Dai primi cartoni rotti e strappati... al macero, a quelli incisi alla ricerca della stratificazione e dell’inganno, dal cartone critico a quello acustico, dai cartoni della pizza da asporto alla “scarnificazione” degli stessi e di tanti altri tipi di imballo.

Nel 2009 con la mostra CARTONE ANIMATO, al Cassero Senese di Grosseto, il cartone si mostra in tutte le sue espressioni, da materiale inerte acquista vita, crea immagini e suggestioni mostrando se stesso. Il suo corpo, rivelandosi anche interiormente, si anima, diventa comunicativo.

BIOGRAFIA

di Roberto Romani -  marzo 2010

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